A.F.W.BENTZON

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Un ricercatore ecclettico

  Questa terra è “ [ ... ] una miniera d’oro per gli elementi culturali che, grazie al suo isolamento geografico e alla scarsità di porti, sono stati preservati intatti e non rimpiazzati dalle altre culture mediterranee”.

Così il Bentzon, nel 1958, presentava la Sardegna agli studenti di musica dell’Università di Copenaghen.

 

Di questa ricca e impervia miniera, egli ne avrebbe scavato e valorizzato ogni filone: dagli aspetti sociologici tra religione e paganesimo a quelli socioantropologici attraverso il contatto diretto e approfondito con le genti dei paesi e nella ricerca e documentazione di racconti della memoria; dalla poesia in lingua sarda alla musica tradizionale.

Tra i tanti studiosi forestieri che si susseguirono nell’Isola nell’arco degli ultimi due secoli, Andreas Fridolin Weis Bentzon – la cui vita fu troppo breve – è forse il più eclettico, colui che, lavorando su basi popolari, ha rimesso in luce molti degli alti e peculiari contenuti della cultura sarda.

Negli anni Cinquanta del Novecento, quando l’Autore vi giunse, la Sardegna soffriva ancora della devastante crisi della sua cultura iniziata negli anni Venti, quando vennero proibite le manifestazioni legate alla musica, al ballo e alla poesia, e proseguita con l’impatto invasivo di culture esterne, dovuto al nuovo fenomeno dei mezzi di comunicazione di massa, nel dopoguerra.

Per quanto riguarda il mondo delle launeddas, bisogna anche considerare che a questa crisi si deve aggiungere l’arrivo dei mezzi di diffusione meccanica della musica, che sostituirono i suonatori con i dischi, e l’assurdo balzello SIAE preteso dalle obrerìas – i comitati che organizzavano e ancora organizzano feste e balli popolari – che portarono a una rarefazione progressiva dei contratti annuali dei suonatori.

L’arrivo del Bentzon in quegli anni sortì effetti taumaturgici: la sua acutezza e la sua sensibilità nel riuscire a gestire le situazioni difficili dovute a un’iniziale diffidenza e il grande rispetto che nutrì nei confronti degli “informatori” e della loro arte gli consentirono di guadagnarsi la stima di tutti, riuscendo così a registrare ogni minimo particolare delle conoscenze dei suoi interlocutori e a fissarle in una incredibile mole di appunti, trascrizioni, materiali sonori, fotografici e filmici.

Dante Olianas - Dalla prefazione all'edizione italiana di "Launeddas - A.F.W.Bentzon"


Articolo del Professore di Antropologia Johannes Nicolaisen
sulla scomparsa prematura del suo allievo A.F.W.Bentzon

  FOLK
DANSK ETNOGRAFISK TIDSSKRIFT
Johannes Nicolaisen

[ ... ] Personally and scientifically Fridolin was an individualist possessing unusual qualifications. His anthroporogical interest was deep and genuine, and also extensive and without any prejudice concerning methods or schools, the relative importance of which he always tried to view in an objective way. His interests also surpassed the proper anthropological scope and included types of philosophy as well as general theory of science.

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